Stai pensando di adottare un cane e vuoi sapere come aiutarlo a sentirsi a suo agio nella nuova casa? Non preoccuparti. In questo articolo troverai alcuni consigli per favorire il processo di adattamento del nuovo membro della famiglia e aiutarlo a sentirsi davvero a casa.
Cerca informazioni sul nuovo membro della famiglia
Se prima viveva con un’altra persona, informati sul suo comportamento, su orari ed abitudini, su gusti ed alimenti abituali e persino sul “vocabolario” di gesti e parole che il cane conosce già. Queste informazioni possono essere un buon punto di partenza per la vostra relazione e per favorire un adattamento graduale alla nuova realtà. Se proviene da un rifugio o da un’associazione di protezione animale, il personale del centro che si è occupato di lui può darti molte informazioni preziose, come la sua storia, il suo temperamento, lo stato di salute… Ma tieni presente che l’ambiente influisce molto sul comportamento e, una volta a casa, potresti scoprire aspetti di lui che nel rifugio non conoscevano1.
Definisci aspettative realistiche
Vivere con un cane può essere un’esperienza meravigliosa sotto molti punti di vista, ma comporta anche responsabilità e impegni che è importante tenere presenti fin dall’inizio2. Adottare un cane significa prendersi cura delle sue esigenze fisiche ed emotive, garantirgli condizioni igieniche adeguate, occuparsi della sua salute e della sua educazione e, in definitiva, impegnarsi attivamente per il suo benessere. Avere aspettative realistiche è fondamentale per rendere l’esperienza dell’adozione davvero gratificante3,4.
Prepara il suo kit di benvenuto
Per cominciare, avrai bisogno di una ciotola per il cibo, una per l’acqua, un lettino, un collare o una pettorina, un guinzaglio, alcuni giocattoli per intrattenersi da solo ed altri per giocare con te, sacchetti igienici per le passeggiate, cibo e snack. Inoltre, man mano che conoscerai la sua personalità, ti renderai conto di cos’altro ha bisogno per stare bene.
Prepara la casa per il suo arrivo
Guarda la tua casa con occhi “critici” ed evita di lasciare a portata di “zampa”oggetti potenzialmente pericolosi. Questo è un requisito fondamentale quando adotti un cucciolo, ma anche con un cane adulto che non conosci è preferibile assicurarsi che lo spazio sia sicuro prima di dargli più libertà. Piante tossiche, cibi vietati, rifiuti, prodotti per la pulizia, cavi elettrici sono esempi di elementi che dovrebbero restare fuori dalla sua portata. Lo stesso vale per oggetti particolarmente delicati o a cui tieni in modo speciale e che non vorresti vedere rovinati dal nuovo arrivato, sia perché potrebbe usarli come giocattoli sia perché potrebbe farli cadere a terra correndo, in un momento di entusiasmo o di paura. Se qualcosa non può essere messo in un luogo sicuro né può essere rimosso temporaneamente dall’ambiente, potresti installare una barriera che impedisca al cane di accedere ai luoghi in cui tieni gli oggetti “preziosi”.
Inoltre, all’inizio limitare il suo accesso ad alcune stanze della casa, invece di permettergli libero accesso a tutto, può favorire un adattamento graduale alla nuova abitazione, soprattutto nelle case molto grandi.
Questo è anche un buon momento per decidere se non vuoi che abbia mai accesso ad alcune parti della casa, per esempio la cucina o una stanza in particolare. Inoltre, è meglio pianificare fin dall’inizio come mantenerlo lontano dalla stanza in questione, invece di improvvisare sul momento.
Prenditi il tempo necessario mentre lui si adatta alla sua nuova realtà
Nelle prossime settimane e mesi costruirete le basi della vostra relazione e, mentre tu lo conosci meglio, anche lui inizierà a conoscere te e la sua nuova realtà. In questa fase, è importante, da un lato, proteggerlo da situazioni stressanti e, dall’altro, offrirgli occasioni di svago e momenti piacevoli, come passeggiate e giochi, sia da solo che in compagnia. Questo approccio è importante in generale, ma ha un significato particolare nei primi giorni, in cui un atteggiamento positivo può aiutarlo a concentrarsi sugli aspetti positivi delle cose, favorendo così il suo adattamento.
L’idea di procedere lentamente si applica anche alle interazioni con te e con gli altri membri della famiglia. Anche se desideri creare un legame rapidamente, non avere fretta e lascia che sia lui a prendere l’iniziativa nell’interazione. Per esempio, invece di avvicinarti a lui direttamente, chiamalo da una breve distanza e lascia che si avvicini da solo, oppure, invece di toccarlo subito, offri la tua disponibilità al contatto: se non sembra interessato, rispetta la sua decisione; se si mostra ricettivo, accarezzalo brevemente e poi allontanati leggermente per confermare che desidera continuare il contatto con te.
In sintesi, abbi pazienza mentre lo esponi gradualmente e positivamente alle diverse situazioni, senza forzare i tempi e lasciandogli la possibilit
Pianifica le presentazioni con i “piccoli” di casa
Se in famiglia ci sono altri cani o gatti, pianifica le presentazioni con attenzione e segui il piano in modo graduale. Le prime impressioni contano ed è importante che tutti si sentano al sicuro e conservino un buon ricordo. Elimina quindi le possibili fonti di competizione o conflitto e segui con attenzione le loro interazioni.
L’idea di fare le presentazioni gradualmente vale anche per i bambini della famiglia: questo permette di verificare che sia il cane sia il bambino siano rilassati e mostrino un comportamento appropriato. In ogni caso, non bisogna abbassare la guardia ed è fondamentale mantenere una supervisione costante delle loro interazioni.
Introduci gradualmente la sua nuova alimentazione
Se intendi cambiare il suo cibo, fallo poco a poco, realizzando la transizione nell’arco di una settimana. In questi giorni mescola i due alimenti, aumentando progressivamente la quantità del cibo nuovo e riducendo quella del cibo vecchio man mano che passano i giorni.
Una transizione graduale riduce il rischio che il cane soffra di disturbi gastrointestinali. Detto questo, non avere fretta di cambiare la sua alimentazione: lo stress legato al cambiamento di vita può temporaneamente ridurre il suo appetito5 e, se rifiutasse il nuovo cibo, non potresti capire se è a causa dello stress o perché non gli piace.
Stabilisci fin dall’inizio una routine per i pasti, le uscite e le attività. Soprattutto in questa fase, l’organizzazione e la prevedibilità dell’ambiente possono facilitare il suo adattamento. Man mano che si abitua alla nuova routine, vedrai come comincerà a prevedere l’orario dei pasti o delle passeggiate.
È inoltre importante avere chiaro fin dall’inizio quale comportamento ti aspetti da lui, ma abbi pazienza: ha una storia alle spalle e ciò che ha imparato fino a quel momento può entrare “in conflitto” con le nuove abitudini. Aiutalo con calma ad imparare i comportamenti corretti, premiando i suoi sforzi e i progressi. Evita l’uso della punizione fisica o verbale come strumento educativo: ricorrere a stimoli che il cane trova sgradevoli non significa ottenere migliori risposte nell’educazione e non è privo di rischi6. Al contrario, può essere totalmente controproducente se il tuo obiettivo è favorire la fiducia del cane nei tuoi confronti. Inoltre, lo stato di ansia generato dalla punizione può contribuire all’insorgenza o al peggioramento di alcuni comportamenti problematici6.
Abbi pazienza e idee chiare fin dal primo momento
Ricorrere a snack, giochi, elogi, carezze o permettergli di accedere ad attività che gli piacciono, in base alle sue preferenze e agli obiettivi dell’addestramento, è il modo migliore per educarlo e costruire un legame basato sulla fiducia. Ricorda che educare un cane non serve solo a ottenere un comportamento adeguato, ma è un modo per offrirgli stimolazione fisica e mentale, rafforzare la relazione di fiducia, consolidare il vostro legame e migliorare la comunicazione tra voi.
Trova professionisti di fiducia che possano aiutarti
A volte, lo stress legato all’adozione può far emergere problemi di salute, rendendo necessario il supporto di un veterinario1. Allo stesso modo, ricevere una consulenza su eventuali problemi comportamentali e dedicare tempo all’educazione del cane può fare la differenza per costruire una convivenza serena7,8. Avere già individuato un team di riferimento, composto da veterinario, veterinario comportamentalista (etologo), educatore cinofilo e, se necessario, anche un toelettatore, ti evita lo stress di dover cercare un professionista “di corsa”, nel momento del bisogno.
Per quanto riguarda il comportamento, è consigliabile cercare supporto anche senza aspettare che sorga qualche problema. Puoi, ad esempio, richiedere una consulenza già nella fase di valutazione dell’adozione, soprattutto se in famiglia ci sono bambini o se convivi già con altri cani o gatti. Un altro momento particolarmente indicato per rivolgersi a un professionista è quando il tuo nuovo cane è appena arrivato e si trova in pieno processo di adattamento. È normale avere dubbi in questa fase e, prima di affidarsi alle opinioni raccolte al parco o alle informazioni trovate su internet, è preferibile rivolgersi a un esperto che possa darti indicazioni personalizzate.
Posso cambiargli il nome?
Certo che sì. L’importante è farlo nel modo corretto.
Se ha già un nome e risponde rapidamente, puoi sfruttarlo per accelerare il processo. In questo caso, l’esercizio consiste nel dire il nome che hai scelto, seguito dal suo vecchio nome, e poi premiare il cane nel momento esatto in cui ti presta attenzione. Ripetendo più volte la stessa sequenza, arriverà il momento in cui il cane si anticiperà e guarderà verso di te non appena sente il nuovo nome.
A volte capita che, anche se il tuo nuovo cane ha un nome, non lo riconosca. In questo caso, bisogna cominciare da capo, pronunciando il nome che hai scelto per lui in modo “attraente”, ad esempio con un tono ascendente nella voce, o facendo qualche rumore per attirare la sua attenzione dopo averlo chiamato. Il momento in cui il cane orienta la testa verso di te è il momento di congratularsi con lui e/o di offrirgli uno snack per celebrare l’istante.
Chiaramente tutti questi esercizi richiedono inizialmente un ambiente senza distrazioni e solo quando il suo nome sarà diventato qualcosa di speciale per il cane, li potrai ripetere in luoghi e situazioni più “complesse”.
Dedica tempo a conoscerlo e goditi il processo
Scopri quali sono i suoi giocattoli preferiti, se preferisce la spiaggia, la montagna o gli è indifferente purché sia con te, verifica se ama giocare con altri cani, ecc. Ogni cane è diverso e solo facendo delle piccole prove scoprirai cosa lo rende felice. Inoltre, mentre tu impari a conoscerlo meglio, anche lui potrebbe scoprire nuove passioni che non aveva ancora esplorato… e lo stesso potrebbe accadere anche a te.
Adottare un cane può essere un’esperienza unica sia per te che per lui. Avere pazienza e creare un ambiente sicuro, sia dal punto di vista fisico sia sociale, in cui possa soddisfare le sue esigenze e vivere esperienze piacevoli, sarà fondamentale per aumentare il suo “buon umore” e gettare le basi di una relazione soddisfacente. Quindi, mettiti all’opera.
1. Reider, L. M. (2015). Adopter support: Using postadoption programs to maximize adoption success. Animal behavior for shelter veterinarians and staff, 292-357.
2. Diesel, G., Pfeiffer, D. U., & Brodbelt, D. (2008). Factors affecting the success of rehoming dogs in the UK during 2005. Preventive veterinary medicine, 84(3-4), 228-241.
3. Scott, S., Jong, E., McArthur, M., & Hazel, S. J. (2018). Follow-up surveys of people who have adopted dogs and cats from an Australian shelter. Applied Animal Behaviour Science, 201, 40-45.
4. Kidd, A. H., Kidd, R. M., & George, C. C. (1992). Successful and unsuccessful pet adoptions. Psychological Reports, 702, 547-561.
5. Chanvin, A., Chastant-Maillard, S., Deputte, B., Thoumire, S., Halter, S., Bedossa, T., Belkir, S., & Reynaud, K. (2013). Long-term follow-up of adaptiveness of laboratory beagles adopted as home pets. En 12. Felasa Secal congress (Vol. 52, p. 385). American Association for Laboratory Animal Science.
6. Hiby, E. F., Rooney, N. J., & Bradshaw, J. W. S. (2004). Dog training methods: their use, effectiveness and interaction with behaviour and welfare. Animal welfare, 131, 63-69.
7. Patronek, G. J., Glickman, L. T., Beck, A. M., McCabe, G. P., & Ecker, C. (1996). Risk factors for relinquishment of dogs to an animal shelter. Journal of the American Veterinary Medical Association, 209, 572–581.
8. Marston, L. C., Bennett, P. C., & Coleman, G. J. (2004). What happens to shelter dogs? An analysis of data for 1 year from three Australian shelters. Journal of Applied Animal Welfare Science, 71, 27-47.