Prima dell’arrivo del bambino
L’arrivo di un bambino comporta un cambiamento enorme per tutta la famiglia… incluso per il tuo gatto. I gatti sono animali abitudinari e amano la stabilità: preferiscono che il loro ambiente sia prevedibile e sotto controllo. Per questo, quando la routine quotidiana cambia improvvisamente, come spesso accade con l’arrivo di un bambino, alcuni gatti possono mostrare segni di stress (Amat et al., 2016).
La buona notizia è che puoi aiutarlo. Preparare il gatto in anticipo lo aiuterà a vivere questa transizione in modo più tranquillo e ad accettare il bambino come un nuovo membro della famiglia.
Per questo motivo, i mesi di gravidanza sono il momento perfetto per:
Adattare la casa per far sì che il tuo gatto si senta sicuro quando arriverà il bambino
Quando si spaventano o si sentono insicuri, i gatti tendono a fuggire e a nascondersi (Kry & Casey, 2007). Per questo motivo, è utile preparare diversi rifugi distribuiti per casa, in modo che il gatto abbia sempre un luogo sicuro dove ritirarsi e rilassarsi. Per creare dei rifugi adeguati e confortevoli per il tuo gatto:
- Osserva le sue preferenze. Alcuni gatti si sentono più tranquilli in luoghi elevati, mentre altri preferiscono nascondersi a livello del pavimento. A lungo termine, gli spazi in altezza possono essere particolarmente utili, perché permettono al gatto di restare fuori dalla portata del bambino quando inizierà a muoversi per casa. Per questo motivo, se il tuo gatto preferisce nascondersi a terra, dovrai assicurarti che quella zona sia davvero inaccessibile al bambino: per esempio, una porta di sicurezza per bambini dotata di una porticina per far passare il gatto può trasformare un rifugio a terra in uno spazio protetto e tranquillo (Berger, 2018).
- Sii creativo. Puoi creare un rifugio usando una scatola di cartone, lasciando la porta di un armadio socchiusa, separando leggermente un divano dalla parete, riservando uno spazio dietro ai libri di una libreria, ecc.
- Garantire sicurezza e accessibilità. Assicurati che i rifugi del tuo gatto siano veramente sicuri e che il gatto sia “al sicuro” da eventuali pericoli e fonti di stress. Inoltre, il gatto deve poter accedervi tutte le volte che ne ha bisogno, senza ostacoli o interferenze.
Adattare le risorse del gatto all’arrivo del bambino
È possibile che i posti in cui il tuo gatto ha attualmente le sue cose non siano i più adatti quando arriverà il bambino. Forse alcune delle sue risorse si trovano nella futura cameretta del bambino o in zone dove più avanti potrebbe sentirsi a disagio utilizzandole. Per evitare troppi cambiamenti improvvisi, è consigliabile muoversi in anticipo e cercare nuove collocazioni con calma.
Puoi rendere la transizione più semplice collocando nuove risorse in posti nuovi ma senza rimuovere ancora quelle che già usa. Quando inizierà a utilizzare normalmente le nuove, potrai togliere le precedenti se lo desideri. Tuttavia, se decidi di lasciarle, il tuo gatto avrà più opzioni distribuite per la casa, il che può essere molto positivo: potrà scegliere dove bere, mangiare, riposare o usare la lettiera con maggiore libertà e senso di controllo.
Abituare il gatto a restare fuori dalla cameretta del bambino (se hai deciso così)
Decidere se permettere o meno al gatto di entrare nella cameretta del bambino è una scelta molto personale. Se preferisci che non abbia accesso a quello spazio, sfrutta i mesi di gravidanza per abituarlo al fatto che quella stanza diventerà una zona “off limits”. Questo processo richiede particolare attenzione se era una delle sue stanze preferite, dove era solito riposare o dove aveva risorse importanti come la ciotola del cibo o la lettiera.
In tal caso, una volta che avrai spostato gli elementi importanti e il tuo gatto abbia cominciato a usare correttamente i suoi nuovi spazi, inizia a chiudere gradualmente la porta della futura cameretta del bambino. Così, quando arriverà il Gambino, questo cambiamento sarà già stato assimilato.
Introdurre gradualmente tutti gli accessori del bambino
La culla, il passeggino, il lettino… Tutti questi oggetti possono rappresentare una fonte di stress per il tuo gatto. Se è possibile, introduci gli accessori del bambino in modo graduale. Posizionali lontano dalle risorse principali del gatto, così potrà muoversi liberamente e scegliere se avvicinarsi o meno. Puoi anche spruzzarli con feromoni tranquillizzanti per aumentare la sensazione di rilassamento del gatto (Griffith et al., 2000). Quando il gatto li tollera bene, inizia a spostarli gradualmente per la casa, proprio come accadrá con l’arrivo del bambino.
Puoi anche facilitare il suo adattamento offrendogli delle piccole ricompense o giocando con lui in presenza di questi oggetti. Ricorda che l’obiettivo principale di questo processo è far sì che il gatto li percepisca come parte normale dell’ambiente senza sentirsi a disagio. Tuttavia, lo scopo non è che li utilizzi come letti. Perciò, se il gatto cerca di salire nella culla o nel lettino, evita di dargli una ricompensa in quel momento e indirizzalo gentilmente verso un altro luogo comodo per lui. Quando arriverà il bambino, può essere utile avere a disposizione delle barriere o protezioni che impediscano al gatto di accedere a queste superfici.
Adattare le sue routine per renderle compatibili con gli orari del bambino
La convivenza tra gatti e neonati implica essere consapevoli che ognuno ha bisogno delle proprie attenzioni. Quando arriverà il bambino, inevitabilmente dovrai dividere il tuo tempo, perciò è importante preparare il gatto a questa nuova fase.
Cerca di mantenere, per quanto possibile, le routine che già aveva, poiché la stabilità gli dà sicurezza. In alcuni casi, la tecnologia può aiutare: ad esempio, un distributore automatico può garantire che il gatto mantenga i suoi orari dei pasti anche quando sei impegnato con il bambino.
Per evitare che il gatto percepisca un cambiamento brusco nell’attenzione ricevuta, inizia prima della nascita a stabilire momenti di qualità con lui durante la giornata, adattati a quella che sarà la tua nuova routine. Può anche essere utile che altre persone della casa inizino a interagire di più con il gatto, se finora non lo facevano: in questo modo rafforzeranno il loro legame con lui e il gatto avrà più punti di riferimento e compagnia. L’obiettivo è prevenire che il gatto passi dal ricevere molta attenzione a riceverne quasi nessuna da un giorno all’altro, poiché questo contrasto può risultare stressante.
Affrontare eventuali problemi comportamentali prima della nascita
Se il tuo gatto mostra già segnali di stress, paura o comportamenti aggressivi, questo è il momento ideale per chiedere aiuto a un professionista. Con l’arrivo del bambino, queste difficoltà potrebbero intensificarsi, poiché la casa, le routine e la tua disponibilità cambieranno.
Consultare un veterinario specializzato in comportamento ora può essere di aiuto per favorire un miglior equilibrio emotivo del gatto e prevenire problemi di convivenza.
Cosa fare con il tuo gatto mentre sei in ospedale?
Alcune persone pensano di portare il gatto in una pensione durante il soggiorno in ospedale. Non è una buona idea. I gatti sono animali molto sensibili ai cambiamenti (Amat et al., 2016).
Portare il gatto fuori dal suo territorio proprio prima dell’arrivo del bambino è controproducente: invece di aiutarlo, può aumentare la sua insicurezza e rendere più difficile l’adattamento alla convivenza con il neonato (Amat et al., 2016; Zeiler et al., 2014).
La soluzione migliore è che resti a casa, nel suo ambiente abituale, e che qualcuno possa controllarlo ogni giorno, cambiargli cibo e acqua e fargli un po’ di compagnia.
Inoltre, è consigliabile approfittare del tuo soggiorno in ospedale per far familiarizzare il gatto con l’odore del bambino.
Prendi una copertina del bambino o un indumento con il suo odore e chiedi a un familiare o amico che il gatto conosce già di portarlo a casa. Lascialo sul pavimento, lontano dalle risorse del gatto, e permetti al gatto di avvicinarsi, annusarlo o strofinarvisi sopra al suo ritmo (Atkinson, 2018). In questo modo, l’odore del bambino non sarà una novità il giorno della presentazione.
Il momento delle presentazioni
Il primo incontro tra il gatto e il bambino deve essere tranquillo, graduale e completamente controllato. L’ideale è che ci sia una persona che si occupi del bambino e un’altra che si occupi del gatto, in modo da poter seguire entrambi senza fretta né tensione. Il bambino può essere in braccio o nel suo ovetto, mentre il gatto entra liberamente nella stanza, senza che nessuno lo costringa ad avvicinarsi.
Per rendere l’esperienza positiva e far sì che il gatto inizi ad associare la presenza del bambino a cose piacevoli, puoi offrirgli qualcosa che gli piaccia, come un premio o una carezza, ma sempre a una distanza in cui si senta a suo agio e senza avvicinarlo al bambino.
Osserva il linguaggio corporeo del tuo gatto: se appare rilassato, perfetto; se noti segnali di disagio o tensione, dagli spazio e aiutalo a ritirarsi in un luogo tranquillo dove possa rilassarsi, senza rimproverarlo o forzarlo. Se compaiono segnali di aggressività o non ti senti sicuro nel gestire la situazione, separa il gatto dal bambino e cerca il supporto di un professionista del comportamento felino per accompagnare il processo.
Non avvicinare mai il bambino al gatto affinché lo annusi; lascia che sia il gatto a decidere se e quando avvicinarsi.
Gattini e neonati: 4 punti importanti per una buona convivenza
Ci sono quattro linee guida fondamentali per la corretta convivenza tra gatti e neonati:
Supervisiona ogni interazione tra il tuo gatto e il tuo bambino
Questa è la regola più importante. Non lasciare mai soli il bambino e il gatto, anche se la convivenza sembra tranquilla e naturale. Supervisionare non significa solo trovarsi nella stessa stanza, ma essere abbastanza vicini da poter intervenire rapidamente se necessario e proteggere entrambi in caso di situazioni impreviste.
Rispetta il tempo di adattamento del tuo gatto
L’arrivo del bambino rappresenta un grande cambiamento per il gatto. Dagli tempo per abituarsi alla nuova situazione. L’adattamento può essere più rapido o più lento: dipenderà dal gatto. Inoltre, man mano che il bambino cresce, emergeranno nuove sfide e il gatto dovrà adattarsi a ogni nuova fase.
Non rimproverarlo né sgridarlo se si avvicina al bambino
Il tuo obiettivo è che il gatto continui a sentirsi sicuro in casa nonostante i cambiamenti portati dall’arrivo del bambino. Per questo, evita che associ la presenza del bambino (che già implica un processo di adattamento) ad esperienze spiacevoli.
Se in qualche momento si avvicina troppo o preferisci che sia in un altro luogo, guidalo con delicatezza. Puoi anche offrirgli un pezzetto di cibo o un altro stimolo piacevole affinché lo spostamento diventi un’esperienza positiva.
Se rilevi segnali di aggressività, paura o stress legati al bambino, cerca supporto professionale
I problemi comportamentali legati alla convivenza tra gatti e bambini non si risolvono da soli. I comportamenti aggressivi richiedono attenzione immediata per garantire la sicurezza di tutti; e sebbene la paura possa sembrare meno urgente, è comunque importante affrontarla in tempo per evitare che si intensifichi o evolva in una condizione di stress cronico.
Ricorda inoltre che lo stress cronico non influisce solo sul benessere emotivo del gatto, ma può causare problemi di salute, come alterazioni gastrointestinali o cistite idiopatica felina (Amat et al., 2016; Buffington, 2011; Stella et al., 2011). Consultare un professionista tempestivamente protegge sia il gatto sia la famiglia.
Quali gatti convivono meglio con i neonati?
Prima dell’arrivo del bambino in casa, è difficile prevedere come reagirà un gatto. La sua risposta dipenderà da diversi fattori:
- Il temperamento del gatto: Sicuramente tu conosci meglio di chiunque altro il carattere del tuo gatto: se tende a essere sensibile allo stress o si adatta bene ai cambiamenti, e come si relaziona con le persone. Tuttavia, è importante ricordare che un gatto che si mostra fiducioso e affettuoso con gli adulti non reagirà necessariamente allo stesso modo con i bambini piccoli (Hart et al., 2018). Se in passato sono venuti neonati o bambini piccoli in casa, la reazione del tuo gatto ti può dare qualche indizio su come potrebbe comportarsi; anche se, naturalmente, l’arrivo del tuo bambino sarà diverso, perché comporterà un’esposizione graduale e una convivenza quotidiana.
- La razza: Non tutti i gatti della stessa razza si comportano allo stesso modo, ma sono state identificate alcune tendenze generali a seconda della razza: ad esempio, alcune razze sono considerate più coccolone, mentre altre sono più propense a mostrare comportamenti aggressivi verso la famiglia (Hart & Hart, 2013).
- Le esperienze passate: Il contatto umano fin dalla giovane età è fondamentale affinché un gatto sviluppi una buona relazione con le persone e diventi socievole e affettuoso da adulto (Karsh, 1983; Casey & Bradshaw, 2008). Tuttavia, i bambini si comportano in modo diverso dagli adulti. Per questo motivo è ancora più utile che il gatto abbia avuto esperienze positive con loro durante la fase di socializzazione e nel corso della crescita; ciò aumenta le probabilità che da adulto sia tollerante e affettuoso con i più piccoli (Hart et al., 2018).
- La salute fisica ed emotiva: Problemi medici o dolore cronico, ad esempio dovuto all’artrosi, possono aumentare l’irritabilità del gatto e ridurre la sua tolleranza (Monteiro & Steagall, 2019; Mills et al., 2020). Allo stesso modo, un gatto che sperimenta stress cronico, ansia o mancanza di stimoli adeguati può mostrarsi meno paziente e più reattivo ai cambiamenti e alla presenza del bambino (Amat et al., 2016).
Queste informazioni ci aiutano a capire cosa aspettarsi, ma è importante ricordare che ci sono cambiamenti nella vita del gatto che non possono essere fatti da un giorno all’altro. Inoltre, il suo benessere e la sua capacità di adattamento non dipendono solo dal temperamento o dalle esperienze pregresse: anche l’ambiente e il modo in cui gestiamo questi cambiamenti hanno un ruolo fondamentale. Per questo, preparare l’adattamento del gatto con anticipo è essenziale per favorire una convivenza armoniosa con il bambino.
E questo è solo l’inizio: una volta effettuate le presentazioni, sorgeranno nuove sfide man mano che il bambino crescerà, e sarà importante continuare a seguire e guidare sia il gatto sia il bambino nella loro convivenza.
Congratulazioni e godetevi ogni passo di questo percorso!
- Amat, M., Camps, T., & Le Brech, S., 2017. Manual práctico de etológia clínica en el gato. Multimédica Ediciones Veterinarias.
- Amat, M., Camps, T., & Manteca, X. (2016). Stress in owned cats: behavioural changes and welfare implications. Journal of feline medicine and surgery, 18(8), 577-586.
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