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Parvovirus nei cani: cos'è, sintomi e prevenzione

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Pubblicato il 26.11.2025 · Modificato il 26.11.2025
Parvovirus en perros
Indice

Tra le malattie più conosciute e pericolose nei cani c'è la parvovirosi canina. Per garantire il benessere e una buona qualità di vita ai nostri amici pelosi è fondamentale conoscere che conseguenze può provocare. Ma, prima di tutto, è fondamentale informarsi sugli strumenti di prevenzione a nostra disposizione. In questo articolo troverai tutto quello che devi sapere sul parvovirus nei cani, quali sono i suoi sintomi e come evitare il contagio di questa malattia.  

Che cos'è il parvovirus nei cani?

La parvovirosi canina è una malattia infettiva contagiosa causata da un virus chiamato parvovirus, in particolare il tipo 2. Il parvovirus è più frequente nei cuccioli e negli animali immunodepressi che nei cani adulti e sani.

Purtroppo, questo virus ha la particolarità di essere molto resistente, sia nell'apparato digerente dei pazienti che nell'ambiente. Si mantiene soprattutto nelle feci e negli ambienti freddi, potendo persistere fino a 6 mesi all'esterno. Pertanto, prevenire il contagio da parvovirus nei cani è essenziale per prendersi cura della loro salute.

Cane sdraiato sul tavolo della visita veterinaria

Modalità di contagio del parvovirus canino

Il parvovirus canino è una malattia con un periodo di incubazione molto breve. Può svilupparsi in circa 10 giorni, il che ne favorisce la trasmissibilità e ne aumenta la gravità.

Per prevenire il parvovirus nei cani, è necessario conoscere le principali modalità di contagio. Queste sono le modalità di contagio più comuni con cui un cane può contrarre il parvovirus.

Trasmissione diretta del parvovirus canino

La prima modalità di trasmissione del parvovirus nei cani è il contatto diretto con un animale infetto o malato. Ciò può avvenire quando due cani si annusano, giocano insieme o condividono lo stesso spazio senza adeguate misure di prevenzione. 

Trasmissione indiretta del parvovirus canino

In secondo luogo, il parvovirus canino può essere trasmesso senza che i cani entrino in contatto tra loro. Ciò avviene quando un cane entra in contatto con oggetti, superfici o persone contaminate dai fluidi di un cane infetto: feci, vomito, acqua o persino pavimenti sporchi.

Trasmissione intrauterina del parvovirus canino

Infine, il parvovirus può anche essere trasmesso per via intrauterina, cioè dalla madre al cucciolo durante la gestazione. Se una cagna gravida è infetta o ha il virus in forma latente, potrebbe trasmetterlo ai suoi cuccioli che nasceranno già affetti dal parvovirus.

Parvovirus: sintomi più comuni

Per riconoscere un cane affetto da parvovirus è necessario identificare alcuni sintomi. I segni clinici che possono manifestarsi sono diversi: vomito, che inizialmente può contenere bile e talvolta tracce di sangue, febbre, apatia, debolezza e perdita di appetito.

Anche la diarrea è un sintomo molto comune, infatti le feci dei cani affetti da parvovirus sono solitamente scure e hanno un odore forte molto caratteristico.

Il virus ha una particolare affinità con diversi sistemi dell'organismo, quindi un cane affetto da parvovirus può presentare altri sintomi più gravi. Ad esempio, la miocardite secondaria, una condizione che peggiora la prognosi del paziente.

Infografica intitolata “Radiografia rapida del parvovirus nei cani”. Sintomi più comuni: vomito, diarrea scura e maleodorante, febbre, apatia, debolezza e perdita di appetito. Modalità di contagio:  Contatto diretto con un cane infetto. Contatto indiretto con cani infetti, ovvero con superfici che contengono fluidi contaminati. Contagio dalla madre al cucciolo. I cuccioli, i cani non vaccinati e quelli immunodepressi sono più esposti al contagio. La vaccinazione e le misure igieniche sono i modi migliori per prevenirlo!

Come viene diagnosticato il parvovirus nei cani?

Per poter diagnosticare efficacemente la malattia è necessario tenere conto dei segni clinici che presenta il nostro cane. Allo stesso modo, dobbiamo prestare attenzione alla velocità con cui compaiono i sintomi della parvovirosi.

Tuttavia, per confermare se un cane ha il parvovirus, è meglio ricorrere a test rapidi che permettono di rilevare la presenza del virus nei suoi fluidi. Allo stesso modo, i test rapidi per il parvovirus effettuati nella clinica veterinaria rilevano la presenza degli antigeni del virus.

Allo stesso tempo, è consigliabile effettuare esami complementari, come analisi del sangue complete. In questo modo, il vostro veterinario di fiducia potrà valutare lo stato di salute del vostro cane e definire la sua prognosi. 

Trattamento del parvovirus nei cani

Sebbene al giorno d'oggi non esista un trattamento specifico per curare la parvovirosi nei cani, possiamo comunque fare molto per loro. L'obiettivo della terapia attuale è controllare i sintomi e stabilizzare il paziente per evitare che le sue condizioni peggiorino.

Una delle questioni più importanti è mantenere un’adeguata idratazione attraverso la somministrazione di liquidi e prevenire ulteriori episodi di vomito e diarrea. A tal fine, vengono utilizzati farmaci antiemetici, che aiutano a frenare la nausea e il vomito, e protettori gastrici, che proteggono la mucosa dello stomaco.

Una volta controllato il vomito, è possibile nutrire il cane con diete altamente digeribili. Ê importante iniziare con diete morbide e passare successivamente agli alimenti secchi, che vanno introdotti gradualmente.

Inoltre, è possibile utilizzare antibiotici per prevenire infezioni secondarie. Nei casi più gravi, vengono anche effettuate trasfusioni di sangue

Cane in cura per il parvovirus da un veterinario

Come prevenire il parvovirus nei cani: vaccinazione e misure igieniche

Il vaccino contro il parvovirus è progettato per proteggere dal virus di tipo 2. Può essere somministrato a partire dai due mesi di età del cane, ma si raccomanda di effettuare richiami vaccinali ogni anno.

Si consiglia di non far entrare i cuccioli in contatto con altri cani fino a quando non hanno completato il protocollo vaccinale prescritto dal veterinario. Ciò è particolarmente importante se non si conosce lo stato vaccinale degli altri cani.

Inoltre se il tuo cane non è ancora vaccinato, devi adottare alcune misure igieniche. È importante pulire la zona perianale del cane dopo la defecazione con l'aiuto di una salvietta umidificata. In questo modo eviterai che rimangano residui di feci nella zona. Si consiglia inoltre di disinfettare con prodotti speciali le superfici che sono entrate in contatto con le sue deposizioni.  

Cane vaccinato

Il parvovirus può essere trasmesso dai cani agli esseri umani o ad altri animali?

I cani non sono gli unici animali appartenenti alla famiglia dei canidi che possono essere infettati dal parvovirus canino. Infatti, anche le volpi o i lupi possono essere contagiati.

Nel caso degli esseri umani, corriamo il rischio di contrarre il parvovirus B19, una variante che può colpire soprattutto i bambini. Tuttavia, non si tratta dello stesso parvovirus che colpisce i cani. Quindi i cani non possono trasmetterci il parvovirus canino. 

Parvovirus nei cuccioli: rischi e cure speciali

Alcune razze di cani, come rottweiler, dobermann, pitbull o labrador retriever, hanno una predisposizione particolare a sviluppare la parvovirosi canina1, soprattutto nelle prime 3-4 settimane di vita. 

Considerando che il parvovirus nei cuccioli è più frequente che nei cani adulti e può colpirli con maggiore intensità, è importante tenere presenti alcune considerazioni. Per proteggere la salute del cucciolo in casa, è fondamentale pulire e disinfettare le superfici dove fa i suoi bisogni. Inoltre, è consigliabile mantenere un ambiente asciutto e caldo per favorirne il benessere.

Parvovirus nei cani adulti: è meno grave?

I cani adulti che non sono stati vaccinati contro il parvovirus o che presentano alterazioni del sistema immunitario sono suscettibili di contrarre la malattia. In questo senso, possono presentare gli stessi segni clinici sopra menzionati.

Come nei cuccioli, è fondamentale effettuare una diagnosi precoce della parvovirosi per ridurre la possibilità di una prognosi sfavorevole. 

Un'alimentazione di buona qualità e mirata a rafforzare il sistema digestivo può essere di grande aiuto in tutti i tipi di pazienti, come nel caso della dieta “Ultima Medium-Maxi Benessere Digestivo con Salmone”.  

Domande frequenti sul parvovirus nei cani

Quali sono i giorni più critici per il parvovirus nei cani?

I 4-5 giorni successivi alla comparsa dei primi segni clinici sono cruciali per la diagnosi e il trattamento della malattia. 

È possibile che il parvovirus si sviluppi nei cani vaccinati?

Sebbene i vaccini abbiano dimostrato la loro efficacia, esiste la possibilità che il vostro cane possa contrarre il parvovirus, anche se vaccinato. Il virus può mutare in ceppi diversi da quello del vaccino.

Cosa devo fare se il mio cane presenta i sintomi del parvovirus?

Ai primi sintomi del parvovirus canino, è indispensabile recarsi dal veterinario affinché possa effettuare una diagnosi precoce e iniziare il trattamento adeguato il prima possibile.

Quali razze di cani sono più soggette al parvovirus?

Razze come dobermann, rottweiler, pitbull e labrador retriever, tra le altre, possono essere più inclini a contrarre il parvovirus canino e a sviluppare la parvovirosi. 

Bibliografia consultata:

1. Quino R et al. Detección de parvovirus tipo 2 (CPV-2) mediante PCR en perros de Lima Metropolitana. Rev. Investig. Vet. Perú; 2018. 29(3). http://www.scielo.org.pe/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1609-91172018000300029